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fonderiadellearti.com - Leggi recita e scrivi a cura di Duccio Camerini
 

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NUOVI CORSI 2017-2018
LEGGI, RECITA E SCRIVI A CURA DI DUCCIO CAMERINI


LEGGI, RECITA E SCRIVI

Il Corso ruota prevalentemente intorno al tema: Recitazione e capacità di lettura del testo.

Ovvero capacità di saper leggere un copione, le sue didascalie, i tratti di come viene descritto
un personaggio, e su quel binario innestare la propria creatività, fantasia e immaginazione, ma
al servizio di un preciso e indicato percorso. Molti giovani attori non sanno leggere un copione,
e quindi tantomeno “interpretarlo” sia col cervello prima, che con loro stessi dopo.

I tempi di lavorazione ormai, sia a teatro che in cinema, si sono notevolmente ridotti, e con la
concorrenza spietata che c’è, una giovane attrice o un giovane attore possono avere una marcia
in più se sono in grado di esprimere quanto hanno compreso da un testo.

Questo il primo punto. Perché il testo è sempre il punto di partenza per un attore. Ma non il punto di arrivo.
E’ il corpo a fare la differenza per l’attore, rispetto alla pagina scritta. L’attore recita con TUTTO il corpo,
SEMPRE. Questo è un aspetto che gli attori italiani (a volte anche i più esperti) sottovalutano, ed è uno dei motivi,
se non il principale, in base al quale noi siamo portati a NON credere ad un attore, a non emozionarci.

Perché vediamo uno scollamento tra la testa e il resto del corpo, le mani vanno per conto loro, le gambe, il sedere.

Il corpo fa parte del personaggio come la bocca e gli occhi, e deve esprimere e intonarsi a quella emozione che l’attore
è portato ad esprimere, per suscitarla a sua volta nello spettatore. E’ questa la sua missione. E il corpo è il suo strumento.

Quindi per recitazione non intendiamo declamazione e capacità di restituire il testo separata dalla capacità di comunicare
con il linguaggio del corpo. Usare il corpo e l’emozione come vediamo fare alle persone. E per questo molto importante è il saper rubare, dalla gente.
Rubare nel senso di imparare ad osservare. Questa è la lezione dei grandi del passato. Un attore dopotutto deve portare in scena
“un essere umano credibile”.

Ultimo punto, un ritorno al testo. Ma stavolta composto dagli allievi stessi, ognuno per se stesso, autobiografico o inventato
di sana pianta. La missione è: scrivilo per te e portalo in scena. Questo è un allenamento importante che aiuta a progredire
nella conoscenza di se stessi, delle proprie tematiche, di limiti e punti di forza. Non è uno studio per imparare a scrivere,
ma per sapersi "mettere in scena” come attori sempre più consapevoli, che possono reagire in modo adeguato alle
richieste del mercato.

Duccio Camerini



Scrittore, regista, attore.

Autodidatta, ha iniziato a fare teatro come attore, lavorando con Giancarlo Sepe, Gabriele Lavia, Antonio Calenda, e in cinema come assistente di Mario Monicelli.

Nel 1987 comincia a scrivere testi suoi per il teatro, e a metterli in scena. Da allora dirige anche classici e contemporanei, tra cui Pinter, Moravia, Cechov (su cui tiene un laboratorio di un anno alla Sapienza di Roma), Manfridi, Campanile, Scola, Shakespeare, Molière. Come autore teatrale, scrive e dirige per Rocco Papaleo, Arturo Brachetti, Maria Paiato, Lucrezia Lante della Rovere, Marco Giallini, Massimo Wertmuller, Antonio Catania, Giorgio Tirabassi, Chiara Noschese, Ennio Coltorti, e altri interpreti. Collabora con il Teatro Argot di Roma, che produce “Cinque” (1994) e “Privacy” (1997).

Nel 2008 in collaborazione con Fonderia delle Arti realizza “Oedipus on the top” spettacolo teatrale vincitore del bando sulla drammaturgia del Comune di Roma. Pubblica i suoi testi con Editoria & Spettacolo, il Ventaglio, Clueb, Sipario.

Dirige due film, “Nottataccia” (1991) dalla sua commedia omonima, con Stefania Sandrelli, pjrodotto da Massimo Troisi, e nel 1996 “Bruno aspetta in macchina” con Valerio Mastandrea e Antonello Fassari, scritto con Suso Cecchi d’Amico.

Nel 1997 fonda “La Casa dei Racconti”, compagnia di cui è drammaturgo, per cui crea “Tribù” (2000) , “Mondo Secondo” (2002) , “Orienti” (2004) , “I sonetti di Shakespeare” (2005), “Bambinacci” (2007). Con la compagnia emigra all’estero, Spagna, Francia, Slovenia, Egitto, Rwanda, Svizzera. Il suo dramma “How long is now”, nel 2012 è finalista segnalato al 50° Premio Riccione per il teatro italiano.

Dal 2005 al 2009, crea e dirige La Festa dei Racconti, manifestazione di narrativa spontanea, organizzata con successo per il Comune di Roma. Dal 2007 dà vita al Cammino dei Racconti, circuito teatrale con dodici teatri in provincia di Rieti, di cui cura la direzione artistica.

E’ attore di cinema, avendo lavorato tra gli altri con registi come David Frankel (“One Chance”) Daniel Percival (Crossing Lines) Marco Risi (Fortapasc), Woody Allen (The Bop Decameron), Daniele Vicari (Diaz-don’t clean up this blood), Stefano Sollima (Romanzo Criminale) Barry Morrow (Smitten). In teatro, come attore, ha girato tutta l’Italia con lo spettacolo “L’Ebreo”, di cui è stato protagonista con Ornella Muti.

Nel 2015 gira La strada spianata , film indipendente da lui diretto e prodotto, un viaggio corale nella provincia italiana con più di cinquanta interpreti.

Nel 2016 va in scena al Teatro Piccolo Eliseo Risorgi, sua riscrittura di “Re Lear” e “The Connection” di Jack Gelber, dove mescola i temi del potere, delle generazioni e delle dipendenze, ad una indagine sulla decadenza di Roma.

Dal 2013 gestisce con altri il Teatro Tor Bella Monaca di Roma, vivace realtà multidisciplinare, dove propone i suoi testi e i suoi laboratori.



info e prenotazioni:
Fonderia Delle Arti, Via Assisi 31, Roma
06 7842112 oppure 334 9182821


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